IL VALORE SEGRETO DELL'INTIMITA'
Sono tabagre di ellenistica memoria le esili figure che Mauro Graziani trae dal bronzo: fanciulle slanciate e pudiche, chiuse nella circonferenza minima del loro corpo, nella sfora della loro esistenza in quanto simboli. Sono infatti la giovinezza e la felicità, la maternità e l'eleganza, la tristezza e il gioco, la gioia, i significativi nomi che potremmo dare a ognuna di queste sculture. Stanno a rappresentare un sentimento, più che persone reali vissute da qualche parte in qualche tempo. Certo, Graziani ha davanti agli occhi figure vere, sa rammentare gesti e movenze accarezzati con gli occhi.
Ma poi dalle sue mani, e dalla fusione del bronzo, escono fantasie che appartengono a un olimpo minimo di deità, create dal nostro stesso bisogno di crearci degli ideali.
Per fortuna che in questi tempi di grandeur e spocchia esiste ancora chi sa restituire alla realtà le sue divinità quotidiane, il gusto del bello non appariscente, il sentimento dei valori attraverso la rappresentazione delle forme.
Il gusto pacato, ritroso, di questo artista, d'altra parte, è evidente ancor più nella sua produzione pittorica. Le case, le chiese, le quadrettature di vicoli e finestre dei nostri paesi appaiono scarnificati e ridotti all'osso: un'ossatura di agglomerato urbano, piena di colori prosciugati al sole e dilaniati dalla pioggia. Emergono qua e là ancora i rossi violenti e gli azzurri tesi, ma sono come smangiati dal tempo. Collages di facciate e di finestre, di alberi scarnificati e di cancellate sono i suoi paesaggi urbani, in cui però, attenzione, come in città dopo la pioggia, basta un raggio di sole per accendere uno sprazzo di speranza, una prospettiva gioiosa, lo spiraglio di un'intimità sorridente.
Lucilla Nicolini








