Nel mestiere di fonditore si potrebbe paradossalmente affermare che “si inizia dalla fine”.
Ciò è dovuto allo strano effetto che si crea mentre con la piccozza viene rotta la forma di luto e la scultura si rivela … lasciando l’occhio indagare oltre la visione dei canali.
Dopo aver visto il bronzo infuocato colare, con impeto e forza all’interno di minute cavità, l’animo s’acquieta. Nel tempo di pochi sospiri si aspetta che questo torni ad essere solido.
Ora imprigionato nella forma di terra refrattaria con curiosità e vigore ci si appresta a distruggere la scorza.
Tra polvere e materia si scorge il metallo formato ancora fulvo e rovente; così in quegli attimi il laboratorio è la cosa più vicina alla fucina degli Dei.
Non riusciresti né a dirlo né ad immaginarlo soltanto guardando l’opera finita, mostrata al tempo, alla luce e alla critica di alcuni che forse con troppo distacco provano a coglierla.
Francesca Graziani








